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Non solo Poker


Io sono

Io sono


Posted By on Gen 13, 2015

Ho voluto aspettare un po prima di pubblicare un commento sui recenti accadimenti in Francia.
Non la faccio lunga.
Ha tutti quelli che pensano di vincere con le bombe, le stragi e gli assassinii, lascio solo questa citazione
“UNA RISATA VI SEPPELLIRÀ”

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Quanto è grande internet?


Posted By on Set 17, 2013

Quanto è grande internet? E la domanda che mi pongo ogni qualvolta che guardo le statistiche delle visite del mio blog.
Si, la domanda mi sorge spontanea allorché, vedendo spesso un numero esiguo di visite, mi pare incredibile visto i numeri degli appassionati di poker e ancor più esiguo se paragonato al numero degli internauti che giornalmente si collegano alla rete.
Giustamente, vi chiederete perché espongo questa domanda a voi.
Lo faccio in quanto voglio capire se sono io a sbagliare nel proporre e divulgare il mio blog, oppure è la gente che non lo vede.
Detto ciò,volevo coinvolgere tutti coloro che leggono il mio blog in un piccolo esperimento. Esperimento che non vi porterà via che pochissimi secondi del vostro tempo. Vi basterà che, una volta letto questo mio messaggio lo condividiate su facebook o tiwtter. Lo scopo è semplice, più condivisioni più lettori meno internet mi sembrerà piccolo
P.S. Dimenticavo, con preghiera di condivisione, grazie.

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NO SMOKING

NO SMOKING


Posted By on Ago 27, 2013

No smoking.
Trovandomi, al momento di scrivere queste parole, in astinenza da nicotina. (Ora tarda e siga elettronica out).
Mi viene in mente di un periodo non troppo lontano nel tempo, in cui ho effettuato, l’ultimo infausto tentativo di smettere definitivamente.
2 mesi, tanto è durato il mio divorzio dalle malefiche bionde.
Tale divorzio, incentivato dall’infatuazione per la siga elettronica, alla fine, come avrete già compreso è rientrato.
Lungi da me, l’idea di volervi incitare ad assumere l’insano vizio, o voler pubblicizzare una sua versione fittizia.
In realtà, a parte il cercare di smaltire il tilt, che mi deriva dal fatto di non avere una siga a portata di mano (ed il sonno non mi aiuta).
ne approfitto quindi per analizzare le mie prestazioni pokeristiche senza l’apporto della nicotina.
Come ho detto su, per due mesi, non ho fumato, ma ho giocato.
con quali risultati?
Niente di rilevante, o quantomeno, non mi pare di averne sofferto più di tanto.
Si, certo, l’ausilio, della versione elettronica ha contribuito in parte, ma non più di tanto visto che alla fine ci sono ricascato.
Eppure non ricordo sessioni in cui ho sofferto la mancanza delle bionde.
Nonostante non siano mancati, i momenti di incazzatura per varianza negativa o bad beat da parte di oppi no sense, non mi pare di aver rilevato significativi segni di peggioramento (ma neanche di miglioramento) nel mio gioco.
Viene quindi a cadere, la leggenda che abbina l’accensione e la “degustazione” ad un maggior concentrazione mentale.
Decade anche, la oramai vetusta immagine che si ha del poker.
Immagine, che vuole associato al gioco, oltre al fumo anche la presenza di alcol (cosa assai nefasta come potrà confermare qualsiasi pro).
Ma la cosa non mi meraviglia più di tanto.
Normalmente, le mie sessioni di gioco (da 6 a 9 tavoli alla volta), non contemplano pause fumo.
anzi, il più delle volte, sono cosi preso dall’azione ai tavoli da dimenticarmene proprio.
Chiaro che, la mancanza di risultati grandemente positivi, possono far pensare che, il mio tentativo di smettere, oltre che fallire non mi è servito neanche ai tavoli.
Si, non fumare, non mi ha fatto diventare un campione a poker, ma forse era meglio continuare a perseguire l’intento di smettere definitivamente.
Magari, per usare i soldi risparmiati per incrementare il mio bankroll e tentare di uscire dai microlimiti.
Il tutto, sempre ed assolutamente, con estrema moderazione.

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BUON COMPLEANNO fLAVIO

BUON COMPLEANNO fLAVIO


Posted By on Ago 22, 2013

Tanti auguri a te
tanti auguri a te
tanti auguri a te
tanti auguri a te
Non potevo esimermi dal postare i miei personali auguri al grande FFZ.

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BENTORNATI SU POKEREXPRESS

BENTORNATI SU POKEREXPRESS


Posted By on Ago 20, 2013

Bentornati su POKEREXPRESS, augurandovi di aver trascorso delle buone vacanze estive.
Riprendiamo oggi a pubblicare dopo una la breve pausa di ferragosto, e lo facciamo aggiornandovi su alcuni temi trattati nel recente passato.

The syndrome of Full Tilt: Il caso Betapoker.it (la Multipla)

Vi avevamo lasciati con le notizie riguardanti le prime reazioni dopo il fallimento della Multipla.
Si era, allora, in attesa che l’AAMS avviasse le procedure per il rimborso dei giocatori.
E sembra che le procedure siano già partite, il che, visto il periodo estivo, ci lascia favorevolmente meravigliati.
E del 7 agosto, un post su un noto forum, dell’utente spaceman. In esso, egli, annunciava di aver ricevuto una mail da parte dell’AAMS.
La mail, era la risposta alle segnalazione fatte dallo stesso utente (ed in seguito anche da altri).
In essa, l’AAMS, chiede che gli siano inviati alcuni dati per adempiere alle procedure di rimborso.
Ecco il testo della mail.

“Grazie per la segnalazione. Vorremo sapere da lei
– il suo nome e cognome
– il suo codice fiscale
– il numero del conto gioco
– l’importo che le deve essere accreditato
– il suo numero del conto corrente completo di iban e cin e inviarlo
al seguente indirizzo di posta elettronica monopoli.giocoadistanzaCHIOCCIOLAaams.it

Distinti saluti.
Enrico Santini
AAMS – GIOCO A DISTANZA”
Nonostante la mail, e la celerità dell’AMMS sia un buon auspicio, ad un felice epilogo del caso, molti sono i dubbi sulla reale solvibilità del concessionario.
Dubbi che non possiamo, purtroppo, smentire.
Ma per sapere qualcosa di più, dovremo pazientare ancora.

Vi sono comunque, altre discussioni nate sui forum in queste calde giornate di agosto.
Discussioni di cui vi terremo informati e resi partecipi nei prossimi giorni.
Non cambiate canale (citazione) ;).

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LA PATTUGLIA: edizione riveduta e corretta del mio primo racconto di fantascienza.

Ho gli occhi aperti già da un po’.
Giro la testa per guardare il suo profilo. Distesa, a pancia in giù, i lunghi capelli a farle da lenzuolo, sotto al quale riesco comunque ad intravedere il profilo della sua muscolatura, appena accennata, ma ugualmente forte da riuscire ad atterrarmi e costringermi gioiosamente sotto di lei ieri sera. Il sonno dopo la passione è stato lieve ma riposante. Qualcosa da ricordare e ripetere il prima possibile, se e quando sarà possibile.
E’ ancora presto, il sole ancora non è spuntato ma è già ora di andare.
Esco piano dalle lenzuola che odorano ancora di noi e mi invitano a risvegliarla, ma il senso del dovere è forte si, da costringermi a desistere dal delizioso proposito di ripetere i giochi fatti fino a poche ore prima. Raccolti i pantaloni e la camicia mi avvio sulla stanza sul retro.
Li indosso prima di scavalcare la finestra che da sulla piattaforma rocciosa, messa li, quasi apposta dalla natura a formare una stretta balconata ricoperta d’erba e fiori. Scosto appena la copertura mimetizzante, giusto per poterci passare. Per un attimo, volgo lo sguardo sulla vallata in basso dove scorre il fiume circondato da un ampia macchia di alberi. Ma non posso dilungarmi.
Mi arrampico veloce sulle radici dell’albero che mi fa da scala e supero la corta distanza che mi separa dal mio alloggio.
Mi reintroduco furtivamente, dalla finestra che ho lasciato aperta ieri sera e mi ritrovo nella piccola cucina.
Mentre mi lavo, la mia mente percorre i passi che già sono stati programmati da 3 giorni.
Uscire, andare al piazzale, attendere il ritorno della pattuglia col suo prezioso carico, ma soprattutto di coraggiosi compagni. Poi, quasi a ritmo di corsa, cominciare il lavoro di selezione e smembramento delle prede. Non oso pensare ad un loro fallimento. Troppo gravi le conseguenze per la causa, la comunità e soprattutto per me. Indosso dei vestiti puliti e prendo un camice dall’armadio mentre la teiera fischia una rumorosa, ma gradita sveglia mattutina.
E’ ancora presto, l’arrivo della pattuglia non è previsto prima di metà mattinata, anche se, più realisticamente arriveranno quando il sole sarà alto. Esco sulla balconata a sorseggiare il tè ed osservare, puntuale, la sfilata del cambio della guardia del posto di osservazione in fondo al sentiero. Gli uomini e le donne del turno smontante, camminano con passo lento, stanco, dopo una notte insonne a vegliare sulla nostra sicurezza. Passando davanti a me, salutano, con un sorriso carico di fiducia nei miei confronti. Anche loro aspettano il ritorno della pattuglia. Il sole che comincia ad alzarsi in cielo ed il te, oramai freddo, mi convincono ad avviarmi.
Prendo la sacca con il camice ed un opportuno ricambio e mi avvio per il sentiero, in direzione del piazzale dove aspetterò il ritorno della pattuglia. Lungo il breve tragitto verso la mia destinazione, ascolto il lento aumentare del volume dei rumori del bosco.Le case, ben mimetizzate, mi risultano invisibili anche a corta distanza. Abbiamo fatto un buon lavoro in questi anni.
Arrivo al limitare dell’ampia radura che chiamiamo piazzale. Aguzzo la vista cercando la mia squadra, so che sono qui intorno, ma sono bravi, difficilmente li potrò individuare se loro non vogliono. Indosso ho anche io un mantello mimetizzante, ma so che loro mi hanno già individuato.
Costeggio il sentiero alla mia sinistra, qui sono completamente invisibile dall’esterno, fino al suo termine accanto al portale.
Il portale, l’ingresso da cui entrerà la pattuglia e noi con lei. Ora si sono resi visibili, anche la guardia lo è, ma è solo un attimo, giusto per sapere che ci siamo tutti, che tutti attendiamo il ritorno della pattuglia.
l tempo passa lentamente, il sole percorre lento il suo cammino lungo l’arco che lo porterà allo zenit. Dentro di me comincia a montare un senso di inquietudine che non capisco, una preoccupazione che non dovrei avere, una paura che non mi è nuova ed al tempo stesso sconosciuta.
La pattuglia è in ritardo.
Qualcuno mi porge una borraccia, il caldo comincia a farsi sentire, segno dell’avanzare della mattina e della preoccupazione mia e di tutti.
All’improvviso un gesto della guardia ci mette in agitazione, con trepidazione aspettiamo l’esito della comunicazione che sta ricevendo.
Ma non c’è bisogno che me lo dica.
Da dietro una bassa collinetta, si intravede svoltare un silenzioso mezzo. La pattuglia ritorna.
E con essa mio marito.

Orazio Amante.

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