LA CRISI DEL POKER ON LINE: PROCESSO AI SOFTWARE (2^ parte)

Posted By on Ago 22, 2013 |


LA CRISI DEL POKER ON LINE: PROCESSO AI SOFTWARE (2^ PARTE)
Continuo a parlare oggi del processo ai software di gioco.
Ad essere sincero, l’idea di quest’articolo parte da una lunga discussione che ho avuto su PokerStrategy tra la fine del mese scorso e l’inizio di agosto.
La mia proverbiale pigrizia, accentuata dal caldo estivo e la settimana ferragostana, hanno fatto si che ne parlassi solo ieri.
Nel frattempo, su altri quotidiani on line del settore, erano usciti alcuni articoli che hanno poi portato alla stesura della prima parte del pezzo che sto scrivendo oggi.
Mi riferisco all’articolo apparso il 20/08 su ITALIAPOKERCLUB, “Francia: i software di tracking diventano “tabù”?”.
Articolo che faceva il paio con la notizia, apparsa sullo stesso forum il 09/08, “Hold’em Manager illegale nel poker online in Nevada?”.

Se in questo primo articolo, l’argomento trattato, era sulla recente legislazione sul poker on line, dello stato del Nevada.
Legge, che ad una prima interpretazione, “sembra”, impedire l’uso dei software di gioco.
Nell’articolo del giorno 20/08, viene riportato, l’attacco ai software, da parte della famosa rivista CQ Francia.
Incuriosito dalla lettura del pezzo, ho effettuato delle ricerche. Ricerche che mi hanno portato fino all’articolo in questione.
Chi, non volesse cimentarsi nella lettura del testo originale, in lingua francese, sappi che si tratta del classico pezzo di “colore”, buono come riempitivo nei periodi, come quello estivo, in cui si cerca di propinare notizie leggere e spesso distanti dalla propria linea editoriale.
Insomma non sapevano come riempire un pagina 😀
Nel pezzo, l’autrice, Anna Topaloff, dopo aver parlato del flop del più grande torneo di poker live (quello svoltosi nello stadio di Wembley). Attacca i software di gioco, ed i grinder dell’on line, accusandoli di essere la causa della crisi del poker on line transalpino.
Pur essendo questa, solo l’anteprima, della lunga indagine sul poker on line francese, che vedrà la stampa nel mese di settembre, già l’anteprima non è stata digerita dai nostri cugini transalpini.
Sino ad ieri sera, i commenti a quest’anteprima erano 35 ( al momento di questa stesura sono diventati 107) e tutti poco lusinghieri nei confronti della rivista e dell’autrice del pezzo.
vi riporto alcuni tra quelli che ritengo più significativi. (purtroppo la traduzione non rende merito alla maggior parte dei commenti)
Scrive un poker pro:
All’attenzione del direttore di GQ Francia:

Ms. Boulay

Io scrivo per esprimere la mia indignazione pubblicazione á di brani tratti dall’articolo “Chi ha messo tappeto di poker online” sul tuo sito web.

Come potete facilmente contastare i primi commenti dai social network e forum di poker condannano all’unanimità il contenuto di questo articolo, che è il “tracker” la causa della crisi di mercato.

Queste reazioni sono tutte di un ostilità giustificata.

Un tracker è altro che sostegno e di apprendimento che permette di avere una migliore idea della realtà matematica del gioco se effettivamente dà statistiche dettagliate circa gli avversari di gioco, questo software non è affatto un vantaggio ingiusto o discriminatorio. Gli inseguitori sono software disponibili al pubblico in commercio per una cifra modesta e la cui esistenza è nota appassionati di poker da anni, ben prima che l’apertura del mercato francese. Siti di poker online offrono spesso anche nel loro negozio on-line per aiutare i loro giocatori preferiti progresso.

Utilizzo di un tracker è una scelta consapevole da parte di professionisti e appassionati dilettanti. Non ha niente a che vedere con una “neutralizzazione della fortuna” o tracciare hacker malvagi che vogliono imbrogliare. Un tracker è altro che un’arma tra molti altri nell’arsenale di giocatori di poker che vogliono migliorare, come preferito sostegno scacchi software, gli statistici sportivi, ecc.

Le ragioni per la caduta del mercato del poker online in Francia non hanno nulla a vedere con inseguitori. Piuttosto, essi sono radicati nelle tasse soffocanti sugli operatori e giocatori e la perdita di fiducia ARJEL una suite ha la sua incapacità di rispondere in modo efficace quando alcuni scandali. Per non parlare del contesto economico sfavorevole in Francia.

Penso che la comunità di giocatori di poker online di apprezzare una correzione o un diritto di replica.

Sulla stessa linea di pensiero anche un semplice amatore

Si sottolinea che vogliamo numeri, ho letto l’articolo (il tuo occhiolino) e dà a me il punto di vista di un estraneo, totalmente.
Io non uso il tracker quando gioco, perché è inutile in piccoli limiti, prendere appunti Sufit ma non è più possibile quando in realtà giocando su più tavoli.

Questo tipo di software include le statistiche e comincia a rendere le informazioni “attendibili” da uno a migliaia di mani giocate. In deca, solo i primi tre valori di “head-up display” sono praticabili e saranno solo raramente dare veramente accurata e favorevole 7 su 10 (cf, concetto statistico -> Precisione Rate) scenario.

L’accumulo di mano crescendo dà più informazioni per l’utente, ma il tempo è infinitamente più rilevante di quanto si potrebbe pensare.
Personalmente, mi piace l’idea che un giocatore può utilizzare i dati inattendibili perché diventa anche “occasionalmente” usabile :).
Quindi, per sottomettersi alla legge del brutto “tracker” must giocare ri-gu-lie-ri-zione da 10 € Cashgame la cantina o il buy-in del torneo, cioè un minimo di essere un giocatore intelligente !

In breve, il mercato del poker online sta facendo male è un dato di fatto, il tono di questo articolo è una scelta (Play denaro è male …), ma prendere il tempo di informare i vostri lettori o lettori effettiva e potenziale più accurato e preciso tra due pagine di annunci, grazie.

Vi risparmio gli insulti e le critiche mosse alla giornalista, ma vi è chi grida allo scandalo
c’est une catastrophe ce truc ! (non vi è bisogno di traduzione)

UN VRAI TISSU DE CONNERIE SE TRUC ( questa è meglio che non la traduco 😉 )

Chi avrà la ventura di volersi leggere il tutto, capirà che i francesi non hanno digerito molto bene all’ennesimo attacco mediatico nei confronti del poker, ed hanno ancora una volta ribadito che, i veri problemi sono altri.
Ad iniziare da una tassazione, ancora più pesante della nostra, che oltre a portare ad un emigrazione forzata di molti pro di fatto invita a non giocare.
Insomma, se Atene (l’Italia) piange, Sparta (la Francia) non ride. ( o era il contrario?)

Quest’articolo, ha visto la luce grazie alla preziosa collaborazione di:
Pokerstrategy.com sezione francese e dei suoi utenti
in particolare, l’utente jeanbay