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Letture express: ANNO ALPHA 2143 ( racconto di Daniela Di Santo)

Posted By on Lug 12, 2013 | 1 comment


Non era facile muoversi tra la folla, i sudori, i vapori, gli odori della città. Quella zona era interdetta alla genia Alpha a cui io appartenevo, ma non avevo voluto fermarmi al confine ed ero andata oltre.
Cercavo l’uomo Gamma, l’addetto al mio giardino pensile.
Non era un semplice uomo Gamma, non per me almeno, altrimenti non avrei rischiato di entrare nell’area urbana per cercarlo.

Ci eravamo nascosti per mesi, da quando un giorno lo avevo chiamato dalla mia camera e lui era venuto obbediente, come s’addice ai Gamma.

Lo avevo osservato tutto il tempo lavorare semi nudo al sole e al vento, i muscoli possenti che si muovevano ad ogni movimento sotto la pelle ambrata dal lavoro all’aperto.
Quei suoi occhi che avevano sfidato le regole, mi avevano guardato più volte di sfuggita ed io non avevo potuto evitare di sentirmi catturata da quello sguardo. Ed ebbi la curiosità di conoscere il suo corpo, come ci avevano raccontato gli antichi, quando un uomo ed una donna ancora praticavano l’amore e il sesso.

Non so cosa avvenne in me in quei pochi secondi in cui decisi che doveva accadere, ma mi sentii sopraffatta e persa e lasciai che il mio istinto emergesse.
Si avvicino’ a me con lo sguardo basso, gli presi una mano e lo guidai fino al letto facendolo sedere, a quel punto mi guardò senza capire.
Posai la sua mano sul mio seno e fu come se una scarica elettrica mi attraversasse il corpo Una sensazione nuova, devastante ma profondamente piacevole.

Lasciò la mano sul mio seno per qualche minuto, muovendola in modo impercettibile, sfiorando il capezzolo lentamente. La scarica elettrica dentro di me diventò un’onda inebriante ed il cuore prese a battere velocemente, ma rimasi lì in piedi aspettando non so cosa. Non avevo idea di come andare avanti.

L’uomo Gamma si alzò davanti a me ed ora mi guardava più intensamente, con un lieve sorriso e sentivo che non aveva paura di me, aveva capito cosa volevo e aveva tutta l’aria di sapere come fare.
Mise le mani sui fianchi e mi attirò a se senza staccare lo sguardo dai miei occhi. In altro momento lo avrei picchiato e chiamato subito la sicurezza per farlo arrestare, ma lo lasciai fare: DOVEVO andare avanti, una forza sconosciuta mi spingeva verso di lui in modo violento, non desideravo altro che toccarlo ed essere toccata, ma ancora non feci nulla.

Spinse il bottone sulla mia spalla perché la tuta si riducesse e restai nuda. Un brivido mi attraversò la schiena, una forza oscura dal mio ventre pulsava violenta e ne ebbi paura: non avevo mai provato nulla del genere.

Le sue mani scivolarono lentamente dalle spalle, lungo le braccia, sembrava prudente. Tornarono sui miei seni e le lasciò cadere sui miei fianchi e a quel punto mi strinse più forte.
Sussultai, ma lui sorrise e mi lasciai andare. Avvicinò il suo viso al mio, le sue labbra toccarono le mie labbra costringendole ad aprirsi. Era una pratica che mi terrorizzò, mai avrei immaginato potesse essere possibile, ma dopo il primo momento di nausea, sentii la forza oscura nel mio ventre raddoppiare di intensità e inspiegabilmente ricambiai muovendo in sintonia la mia lingua con la sua.

Fu allora che mi spinse dolcemente sul letto e si pose su di me, mentre una mano accarezzava lieve le mie cosce, risalendo fino all’inguine e nel mio ventre che si sentì grato a quel contatto, grato e ingordo.

Armeggiò con i suoi calzoni da lavoro e all’improvviso mi sentii penetrare ed un calore mi invase, quasi come se il fuoco stesse bruciando ogni mio organo interno. Dopo una prima iniziale sensazione di dolore, quello che provai doveva essere puro piacere, lo stesso di cui tanto avevo letto nei testi antichi. Ogni particella del mio corpo urlava e godeva e prendemmo a muoverci all’unisono per non so quanto tempo. Oh sì, lui sapeva cosa fare! Ed anche io non so come, sapevo esattamente cosa voleva il mio corpo.

La forza oscura nel mio ventre era diventata una tempesta solare che aveva invaso il mio corpo e vagava alla ricerca di un punto da cui uscire per esplodere. L’uomo Gamma si muoveva sempre più freneticamente ed io con lui. All’improvviso la forza oscura esplose e lui lanciò un gemito. Lo vidi contorcersi e tendere ogni muscolo mentre nella mia testa la tempesta solare prendeva il posto di ogni neurone e particelle invisibili si sparsero nel mio corpo. Fine prima parte.