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Letture express: ANNO ALPHA 2143 (parte 2^)

Posted By on Lug 14, 2013 |


Non parlammo mai durante i nostri incontri.
Ogni volta che veniva per la manutenzione del giardino, lo richiamavo nella mia stanza, ripetevamo il rito degli antichi, lui mi guardava sempre con quegli occhi profondi, sorrideva ma non dicevamo una sola parola. Non avremmo potuto, ci era vietato. Una donna Alpha ed un uomo Gamma non potevano avere alcun tipo di relazione verbale.
Eppure in qualche modo ci siamo detti tante cose.
amanti
Ieri non è venuto. La sicurezza aveva subito fatto il suo giro di perlustrazione senza trovarlo ed era stato dato l’allarme.
Non era consentito lasciare il proprio posto di lavoro ad un Gamma, a meno che un ispettore di zona non lo fornisse di dettagliata motivazione. Ma anche il suo ispettore di zona non aveva idea di dove fosse finito.
La mia ansia era aumentata col passare del tempo, non potevo più aspettare. La linea che conduceva dalla mia abitazione al centro operativo della regione dell’emisfero nord, costeggiava l’area urbana. Sono scesa alla fermata più vicina e a testa bassa ho superato il confine addentrandomi in quei luoghi luridi e puzzolenti, abitati da genie Gamma e Delta, le più infime tra le genie. Almeno questo è quello che pensavo anche io, prima di conoscere l’uomo Gamma.

Non sapevo esattamente dove andare ma presto gli sarebbe arrivata la notizia di una donna Alpha nell’area ed ero certa che avrebbe capito che ero io.

Camminavo spedita senza guardare i volti di chi incrociavo per evitare di commettere reato. Se avessero incrociato il mio sguardo avrei dovuto denunciarli. Cosa alquanto ridicola, a pensarci bene, dal momento che ero io nella loro zona e che ero lì perché…… provavo …. amore… per uno di loro.

Sì, l’emozione che mi aveva spinta fin lì doveva essere l’amore degli antichi, un sentimento perso nei secoli che gli Alpha, la genia suprema e dominatrice del pianeta, avevano rinnegato come fonte di male e corruzione.

Eppure ora che ne avevo maggior consapevolezza, non mi appariva come negativa e pericolosa. Ogni parte di me era come allentata da questa emozione dolce e allo stesso tempo violenta. Sentivo di essere un’altra persona.

Svoltando l’angolo una donna Gamma si avvicinò a me, sempre a volto basso e con un cappuccio che le copriva il capo. Cercai di evitarla, ma poi mi accorsi che si avvicinava sempre più e mi porse un biglietto, per poi allontanarsi rapidamente fermandosi a pochi metri da me. Mi stava aspettando.

Lessi le parole del biglietto: ” Marcus ti attende, seguimi mia signora”

Quindi si chiamava Marcus… ?

La guardai, lei mi fece segno di sì con il capo e assicurandosi che la seguissi, si mosse.
Mi condusse nelle strade più strette e maleodoranti dell’area urbana, salendo e scendendo innumerevoli scale.
Finalmente arrivò ad un’abitazione ed entrò. Mi guardai intorno ma poi vinsi la diffidenza: se avessero voluto farmi del male lo avrebbero potuto fare anche prima.

L’interno era semi buio e a stento capii dove fosse la donna che era appena entrata.
Poi una luce si accese ed io lo vidi.
Marcus giaceva su una specie di letto di metallo, lo sguardo fisso al soffitto e sembrava non vedermi.
La donna mi porse un altro biglietto: “ho il permesso di parlarti, mia signora?”

< Sì > le dissi. Non avevo altro modo di sapere di Marcus che accettare questo affronto.

< Marcus mi ha detto di te, mia signora >

Trasalii. Qualcun altro sapeva del nostro segreto

< Non temere - aveva intuito il mio terrore - il vostro segreto è al sicuro con me. Sono la sua genitrice >

La guardai senza capire.

< Sono la donna che gli ha dato la vita >

Avevo dimenticato che i Gamma come i Delta usavano ancora l’antico sistema di riproduzione della specie. Una barbarie degli antichi.

< Marcus è rotto > mi disse senza aggiungere altro.

Io pensai “malato”

< Si è rotto dopo essere stato con te, mia signora. Ritornato a casa ha cominciato a versare lacrime dai suoi occhi, sembrava non fermarsi mai. Così ho dovuto fare qualcosa per fermarlo e non ho detto niente all'ispettore perché lo avrebbero portato all'inceneritore >

Non capivo. Non avevo idea di cosa stesse parlando.

< Donna! Spiegati, di cosa stai parlando? >

Lei mi guardò spalancando gli occhi

< Quindi tu non sai? E se non lo sai tu, allora molti Alpha non sanno >

< Cosa non so!? >

< Di noi mia signora, di noi Gamma e Delta. Chi siamo >

< So chi siete! Donna! Non offendermi! Siete le ultime genie del pianeta! >

Si tolse il cappuccio e mi guardò sorridendo. Poi con calma si alzò la manica della giacca

< Ecco cosa siamo, mia signora > Sollevò un lembo di pelle sull’avambraccio rivelando schede elettroniche e fili.

La guardai sconvolta! Cos’era quella donna?! E Marcus…Marcus, era anche lui… un ANDROIDE!?
Continua.